CinLarella's Blog

Novecento – Atto I

Pubblicato da: CinLarella su: marzo 21, 2011

Era una lacuna che dovevo colmare. Spinta dall’ondata di patriottismo marzolina, mi sono fatta coraggio e (in solitaria!) ho iniziato la visione della saga per antonomasia del cinema italiano.

Non amo particolarmente Bertolucci. O meglio, penso che abbia delle intuizioni registiche felicissime, alle quali contrappone scene altrettanto pesanti, inutili e fini a se stesse. Insomma: dalle stelle alle stalle, nella stessa pellicola. E anche nella sua opera più epica ed ambiziosa, questo schema si ripropone.

La trama di Novecento è famosa. Narra l’amicizia tra due uomini: Alfredo (figlio del padrone) e Olmo(figlio del fattore). Forse fratellastri, sono nati lo stesso giorno (27 gennaio 1901), data in cui morì Giuseppe Verdi e si chiuse un Epoca.

Le loro vicende personali si intrecciano con i primi cinquant’anni della Storia d’Italia. I primi scioperi agrari, la Grande Guerra, il fascismo, la guerra civile.

L’idealismo socialista contrapposto alla logica borghese-fascista è la dicotomia che caratterizza il film e i suoi personaggi: ci sono i rossi (Olmo, la moglie, i contadini) e i neri (i padroni, gli squadristi, la Chiesa), i buoni e i cattivi, gli oppressi e gli opressori.

La critica collega spesso Novecento a The Dreamers (2003), identificando nella pellicola più recente un ideale proseguimento, anche se sancito dalla disillusione e dal fallimento di certe idee. Il parallelismo si fonda anche sui richiami legati ad alcune scene (Olmo e Alfredo nel letto con la lavandaia non vi ricordano il terzetto franco-americano?).

Al di là dei commenti radical-chic e di una certa cultura snob, penso che Novecento meriti di essere visto. Soprattutto per chi è nato e cresciuto in Emilia, e nella Bassa. Per chi ha sentito raccontare di stalle, di campagna, di lavoro, di lotte, di feste sul fiume, di gnocco fritto e di lambrusco. Questo affresco intenso, affettuoso e convincente della cività contadina è la parte più riuscita dell’opera. E la spontaneità e la genuinità di buona parte del cast di non professionisti è l’indiscutibile valore aggiunto. Ma certo non si può non citare anche il cast di attori internazionali che grazie a Novecento videro iniziare o consacrare la loro carriera: Burt Lancaster (il Vecchio Alfredo Berlinghieri), Sterlyng Heyden (Leo Dalcò), Gerard Depardieu (Olmo), Robert de Niro (Alfredo), Stefania Sandrelli (Anita), Laura Betti (Regina), Donald Sutherland (gli occhi spiritati di Attila), Dominique Sanda (Ada) e perchè no…anche Romolo Valli, gloria reggiana dal curriculum di tutto rispetto.

Nei prossimi giorni guarderò l’Atto II…to be continued….

1 Risposta to "Novecento – Atto I"

Oddio, citare The dreamers come seguito delle vicende è un pò azzardato, ma aldilà di questo merita senz’altro una visione.

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