Pubblicato da: CinLarella su: febbraio 22, 2011
Premetto che il genere western non è tra i miei preferiti. Ma ho pensato: un western dei fratelli Coen…sarà certamente “diverso”: geniale, irriverente, divertente. Anche se è un remake di un film con John Wayne.
Invece no. A parte un paio di battute politically scorrect dedicate agli indiani d’america e ai texani..sembra una favola Disney..anzi Dreamworks, visto che l’executive producer è Spielberg.
Insomma…una delusione!
Tutto come da copione: ci sono i buoni, i cattivi, le sparatorie, i cavalli, la prateria, gli indiani, i saloon, la ferrovia…e la scontatezza! Zero brividi. Ma qualche nota positiva c’è:
- è una storia al femminile. La protagonista è Mattie, una ragazzina di 14 anni, arguta, coraggiosa, pragmatica. Ingaggia il migliore sceriffo federale perchè dia la caccia e arresti il malvivente che ha ucciso il padre. Ovviamente lei non ha intenzione di stare a casa ad aspettare. Ma prenderà parte attiva alla spedizione. Bell’esempio di donna con cervello!
- Jeff Bridges. Ormai non ci sono più parole per descrivere la bravura e l’istrionicità di quest’uomo. Perfetto nei panni del burbero Grinta. Anche Matt Damon e Josh Brolin se la cavano. Ma dopo Bridges il mio preferito è Barry Pepper nei panni di Lucky Ned. Lui si che ha la faccia e il mood da cattivo senza scrupoli!
Il voto complessivo è un sei. La produzione forse ha imbavagliato la fantasia dei Coen (niente a che vedere con Il Grande Lebovski o Fratello dove sei?), ma alla fine il film scorre…anche se non è certo il loro lavoro più riuscito.
direi che la forza del film è la ragazzina, per il resto come dici è piuttosto scontato…
febbraio 24, 2011 a 7:22 pm
…il cervello della ragazza va oltre l’iniziativa, ma comprende anche la dialettica con l’avvocato, dialoghi che meriterebbero un rewind anche al cinema. Non andiamo in cerca di Lebowski anche qui, anche se ci sono i Coen. Ha fatto cose notevoli negli anni ’90, e forse ha ripreso il personaggio in un film come L’uomo che fissa le capre, ma è un attore bravo e completo.
Sul discorso Spielberg non scriverei poi tanto. La sua mano qui è meno forte di Hereafter, ma mi è venuto lo stesso un colpo nei titoli di coda.